Vino Bianco: storia,origini e produzione

Elogiato da poeti, artisti e storici: il vino, la più nobile delle bevande, fa parte della nostra cultura dalla notte dei tempi.

Sulla sua etimologia esistono varie teorie. La più accreditata è quella che la vede collegata al termine sanscrito “vena”  che significa “amare” e che non a caso ha la stessa radice di “Venus” (Venere).

Interessante anche la teoria che collega il termine “vino” alla radice sanscrita “vi” (attorcigliarsi), che richiama la caratteristica della vite, pianta che si attorciglia.

Breve storia del vino

L’uomo del Neolitico scoprì per caso che i grappoli d’uva, lasciati accidentalmente in un recipiente, fermentavano dando origine ad una bevanda dal gusto sorprendente.

Furono i Sumeri i primi a dedicarsi alla coltivazione della vite, il cui prodotto era destinato ai faraoni, ai sacerdoti e agli alti funzionari. Ne troviamo testimonianza persino nell’Antico Testamento.

Nell’antica Grecia, il vino e la coltivazione della vite trovarono un posto di rilevante importanza insieme alla produzione agricola di grano e olive.

I Greci collegavano il vino al culto di Dioniso e banchettavano durante i simposi, inebriandosi di questa bevanda fruttata e speziata, servita in anfore di terracotta finemente decorate. I greci producevano e bevevano prevalentemente vini bianchi, ma non abbiamo oggi informazioni sul vitigno o sulla provenienza della vite.

Dai Greci, il vino passò ai Romani. Furono gli Etruschi, stanziati tra Toscana, Umbria e Lazio, a mantenere viva in Italia la coltivazione della vigna, sebbene già 500 anni prima della nascita di Cristo essa fosse presente in Basilicata, i cui abitanti erano chiamati Enotri. Con questo nome venne poi identificato l’intero nostro paese: Enotria o terra del vino. 

Pare che i Romani producessero dei vini bianchi partendo da uve nere, private della buccia prima della fermentazione.

Nel Medioevo furono i monaci a tenere viva la cultura del vino e a sperimentare nuove tecniche di fermentazione, come quella in bottiglia.

Nel Rinascimento si iniziarono a produrre vini di pregio. E’ nel Settecento, però, che il vino raggiunse il suo periodo d’oro.

Nel ‘900  nasce la viticoltura moderna: le tecniche tradizionali vengono completamente rinnovate ed è in questo secolo che nascono alcune tra le aziende destinate a diventare protagoniste dell’enologia italiana.

A partire dal ‘900, la strada è in salita per offrire al consumatore un prodotto sempre più ricercato e competitivo sul mercato.

Il vino bianco

Ogni tipo d’uva permette di produrre un vino diverso. Per arrivare al vino bianco si parte da uve a bacca bianca o, in qualche caso, da uve nere con la polpa incolore.

Il colore delle uve dette bianche varia dal giallo al verde. Gli acini possono contenere dei semini che determinano la dolcezza del vino.

I vini bianchi in Italia vengono prodotti per lo più al Nord e in altitudine, necessitando le uve di climi meno caldi per maturare.

Tipi di vino bianco

Il vino bianco secco è quello classico per definizione e non contiene zuccheri. Il vino bianco dolce si ottiene bloccando la fermentazione, in modo che gli zuccheri non si trasformino completamente in alcool.

Il vino effervescente o vino spumante contiene anidride carbonica e si distingue in spumante o champagne in base al metodo di produzione.

Il vino bianco va servito fresco, tra i 12° e i 14°. Accompagna bene le carni bianche e i formaggi. E’ inoltre un ottimo vino da dessert oltre che ingrediente indispensabile per la preparazione di alcuni piatti.

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